lunedì 1 giugno 2015

Tomorrowland - Il mondo di domani


Sconfortato dalla desolazione delle proposte cinematografiche, mercoledì 27 maggio sono andato a vedere il nuovo lavoro della Disney, Tomorrowland, appunto.
Per la trama, che, in realtà, lancia molti punti di riflessione, seppur edulcorati ed adattati ad un pubblico "familiare", rimando ai vari siti internet, non ultimo Wikipedia (che però, a mio avviso, non riporta fedelmente ciò che ho visto io).
Per quanto riguarda le mie impressioni personali, dico subito che il film mi è piaciuto, lo consiglio e probabilmente sarà anche nella mia videoteca personale.
L'ora e mezza di proiezione scorre fluida e senza troppi intoppi narrativi, nonostante alcuni punti oscuri e i diversi interrogativi che lascia irrisolti. Ad esempio, è appena accennata l'evoluzione della "coscienza" dei robot (ma, in fondo, non stiamo parlando di Blade Runner), superato velocemente il problema di una scienza disumanizzata e che influenza, o meglio, controlla il comportamento degli esseri umani (ma il film, in fondo, non voleva essere 2001: Odissea nello Spazio). Completamente assente una spiegazione dell'organizzazione socio/politica del mondo parallelo creato dalle "menti brillanti" dell'umanita (sarebbe bastato solo un accenno...). A questo proposito, troviamo solo una Tomorrowland ormai in rovina, apparentemente retta da un "governatore" despota al comando di truppe armate (bè, non proprio un futuro auspicabile in un mondo perfetto).
Altro spunto che avrebbe meritato uno sviluppo più approfondito è la corrispondenza tra la rovina del mondo "normale" e la Tomorrowland (in fondo, abitate entrambe dagli stessi esseri umani, con le stesse debolezze e gli stessi egoismi).
Alla fine, il tutto si risolve nel conflitto generazionale fra gli adulti disillusi e rassegnati ad un mondo prossimo al collasso (l'ex bambino prodigio Frank Walker/George Clooney e il governatore David Nix/Hugh Laurie) e le due ragazzine animate da entusiasmo e voglia di futuro (la bambina robot Athena/Raffey Cassidy e la ragazza prodigio Casey Newton/Britt Robertson).
Veniamo ai personaggi.
Frank Walker (George Clooney) è un deluso cinquantenne (forse qualcuno in più), che si è barricato in una casa ipertecnologica ed attende con rassegnazione il disastro che lui stesso ha contribuito a progettare. C'è da dire che la macchina all'origine di tutto il male presente nel film viene costruita da un Frank non più bambino (ma questo ci viene solo accennato) ed allora, forse, dobbiamo capire che gli esseri umani, da bambini, cercano di persguire i propri sogni e poi, crescendo, cominciano a pensare ed ideare cose più dannose che utili? Forse sì, ma il tutto è lasciato all'immaginazione dello spettatore...
David Nix (Hugh Laurie). Governatore despota ma gentile di Tomorrowland. Fa di tutto per salvare il suo mondo e non esita ad abbandonare il resto dell'umanità al proprio destino. Ed allora, forse, dobbiamo capire che gli adulti siano incapaci di vedere che il futuro dell'umanità dipende dalla salvezza di ogni essere umano e che, in fondo, la rovina di una parte di mondo è la rovina del futuro di tutti? Forse sì ma, come prima, il tutto è lasciato all'immaginazione dello spettatore...
Casey Newton (Britt Robertson) è la classica ragazza geniale ed ipertecnologica che, con ostinazione, si oppone alla rassegnazione degli adulti (compreso il padre ingegnere della NASA). In lei spicca non tanto il desiderio di salvare il mondo, ma la voglia spasmodica e irrefrenabile di conoscere il mondo del futuro. Alla fine, sarà il suo entusiasmo a coinvolgere Frank e ad incrinare le previsioni della "macchina", ma in modo quasi inconsapevole.
Athena (Raffey Cassidy) è la bambina robot che era stata inviata come reclutatrice (cioè mandata a cercare persone brillanti nel nostro mondo per portarle su Tomorrowland). Alla fine, secondo me, il personaggio più riuscito e complesso. È un robot (anche se la definizione le sta stretta e lei si definisce animatronic) ma in fondo è lei il motore della "missione di salvataggio". Convince Frank e Casey a proseguire anche quando tutto sembra perduto. In un memorabile scambio di battute, invita Frank ad escogitare qualcosa visto che, secondo lui, i robot non possono avere idee. Ma poi, è sua l'idea di sacrificare la propria vita (non mi viene altro termine per un personaggio così, per quanto robot) per distruggere la macchina inventata da Frank. Alla fine, rivela a Frank di aver capito e quasi condiviso l'innamoramento di Frank bambino per lei (ovviamente un amore impossibile).
E questo, lasciatemelo dire, è l'unico punto del film che mi ha lasciato l'amaro in bocca. Già, perché la morte di un personaggio così complesso, per quanto inevitabile, mi ha preso come un pugno allo stomaco (forse complice l'avanzare dell'età).
In fondo, un buon film da vedere e su cui riflettere. In molti storceranno il naso ma, lasciatemelo dire, fra le pellicole proposte in questo periodo, non vedo né Kubrick né Scott.

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